La Strada dei Vini e dei Sapori dell'Appennino Bolognese

Si tratta di un percorso enogastronomico e culturale che da Bologna arriva fino ai confini con la Toscana e affonda le sue radici su la Via del Pane. L'iniziativa è stata presentata dall'assessorato regionale all'Agricoltura, dalla Provincia di Bologna e dall'Associazione MontagnAmica che è ente gestore della nuova "Strada". La Strada dei Vini e dei Sapori dell’Appennino Bolognese si aggiunge alle 14 esistenti sul territorio regionale, si snoda tra i crinali e le vallate bolognesi e accompagnerà visitatori e turisti dalle mura di Bologna fino ai confini con la Toscana. L’iniziativa, riconosciuta (legge 23/00) dall’assessorato regionale all’Agricoltura con il parere favorevole della Provincia di Bologna, ha associato 16 Comuni montani del territorio bolognese, le Comunità montane, 80 aziende private e le associazioni di categoria CNA, Coldiretti, Confartigianato, Cia e Ascom.

Il territorio della nuova Strada è percorso da valichi e antichi camminamenti che da sempre hanno segnato il passaggio tra il nord e il sud del Paese; percorrere la via Emilia e poi la Porrettana o la Futa significa calarsi in una dimensione storica del viaggio, ma anche riscoprire paesaggi suggestivi, realtà incontaminate, rivedere i colori delle stagioni, sentirne i profumi, ascoltare la gente, assaporare la quiete degli spazi aperti. La Strada dei Vini e dei Sapori dell’Appennino Bolognese rappresenta un ideale ponte tra le Strade già presenti sul territorio provinciale per collegare i territori toccati dalla Strada “Città, Castelli e Ciliegi” dalla parte del modenese con quella “dei Colli di Imola” nella zona orientale; si tratta di un primo passo verso la piena valorizzazione di un territorio che dovrà realizzarsi anche con offerte turistiche e un generale miglioramento quali-quantitativo dei servizi e delle produzioni.

Grazie anche a interventi e possibilità offerte dalla Strada, si delinea un nuovo orizzonte legato al rilancio della ruralità in un territorio come quello della collina e montagna, spesso al centro di forti criticità, su cui occorre continuare a intervenire e creare nuove aggregazioni, per accrescere il valore aggiunto necessario allo sviluppo locale.

“Le potenzialità di attrazione turistica per questo territorio sono enormi – ha detto Rabboni - e la Strada si propone di organizzarne la fruizione: è un’iniziativa che avrà bisogno di crescere e strutturarsi, e un’opportunità è senza dubbio data dal nuovo PRS regionale, che viene gestito dalle Province”. L’assessore ha quindi ricordato le forti peculiarità del prodotti offerti dalla zona, e come si tratti di “un territorio che può dare al visitatore valori desiderabili e rari quali naturalità, autenticità, bio-diversità, storia, tradizioni e culture tramandate in un rapporto diretto

La Strada

Il concetto di fruizione territoriale è ormai rintracciabile in molti documenti della comunità europea ed è utilizzato come valore aggiunto per la promozione di forme di sviluppo rurale.

A questo proposito MontagnAmica ha delineato il proprio percorso definendo le direttrici fondamentali (strade storiche) della Futa e della Porrettana e il sotto percorso della Via del Pane, ipotizzando di creare altri sotto percorsi dedicati a peculiarità agroalimentari, ambientali, culturali, storiche e oltre.

La Strada dei vini e dei Sapori